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ELEKTRA

ELEKTRA
di Hugo Von Hofmannsthal

L'odio è vuoto: divora tutto e divora se stesso.
Anche l'amore è vuoto: ha mani come fiamme che non afferrano nulla veramente.
Anche il pensare è nulla e tutto quello che esce dalla bocca non è che aria senza alcun potere.
Felice è solamente chi può compiere l'azione.



produzione e distribuzione Officine Arti
produzione video Ram Film

regia Americo Melchionda

in scena
elettra Maria Milasi
crisotemide Kristina Mravcova
oreste Americo Melchionda
egisto Maurizio Spicuzza
precettore Giuseppe Luciani

in video
clitennestra Donatella Venuti
elettra Maria Milasi
confidenti Elena Barbaro, Ivana Marcianò
oreste Americo Melchionda
precettore Giuseppe Luciani

costumi ed elementi di scenografia Maria Concetta Riso
ricerche musicali Sandro Orlandoni  
disegno luci Christian Parisi, Guillermo Laurin Salazar
assistente alla regia
Alessio Praticò
ufficio stampa Emanuele Milasi
realizzazione video Ram Film
regia video e fotografia Americo Melchionda





note di regia

L'attesa del compimento dell'azione logora l'esistenza di Elettra, sacrifica la sua giovinezza ad un destino prescritto. Elettra riceve un marito dalle mani paterne: l'odio. E non importa se per raggiungere l'obiettivo l'attesa dura tutta una vita. Ma dopo il gesto estremo del matricidio, la volontà di sopravvivenza nutrita soltanto dall'odio vendicatorio si consuma. Oltre questo c'è il vuoto.
Il mito di Elettra nella scrittura di Hofmannsthal si sviluppa in chiave psicanalitica, rende le figure femminili protagoniste assolute, deforma i legami familiari.  La ricerca che sta alla base dello spettacolo, nell'imporre il raggiungimento della verità di un difficile dramma umano, vuole esasperare questi legami utilizzando eterogenei piani espressivi che offrono una particolare articolazione del dramma verso una resa di autentico impatto emozionale e di stimolante ricerca formale.
La commistione nello spettacolo di teatro e video, diventa un tentativo di esprimere il non detto, di sviluppare la nostra percezione del dramma scalfendo visivamente dettagli, primi piani, ambientazioni. I filmati si ispirano agli antefatti del testo, esprimono le deformazioni dei personaggi, tradiscono il disordine ambiguo del dramma. Il contrasto tra Elettra e Clitennestra viene reso in video per catturare le complesse sfaccettature dei personaggi, ma anche per tentare di cogliere attraverso i movimenti di macchina lo stato d'essere di ambientazioni e suggestioni. Utilizzando il linguaggio cinematografico, il ritmo della scena inesorabilmente rarefatto si compone attraverso forti chiaroscuri fotografici. Emerge così, in una tetra atmosfera di decadente attesa, la profonda lacerazione tra Elettra e la madre "che divora la sua stessa progenie", mentre in scena il rapporto tra Elettra e Crisotemide ed Elettra e Oreste si sviluppa attraverso un'interpretazione che cerca nella verosimiglianza un ideale slancio di espressione artistica. Musiche e suoni contemporanei svuotati da ogni facile sentimentalismo, diventano gelidi testimoni di una tragedia che partendo dal mito  diventa  inesorabilmente attuale: il matricidio come cronaca terrificante di un destino umano.


storia dello spettacolo

Lo spettacolo nasce da un'idea di Americo Melchionda e dalla collaborazione della compagnia Officine Jonike Arti con la Ram Film, giovane società di produzione cinematografica che ne aveva curato un primo allestimento tra teatro e video nel 2007, inaugurando con uno straordinario successo di pubblico il teatro all'aperto del borgo antico di Pentedattilo. Dal 2008 lo Spettacolo è stato riallestito da Officine Arti realizzando con la sua messinscena in luoghi non convenzionali una sorta di work in progress che ha sviluppato interessanti ricerche espressive per la valorizzazione di aree archeologiche e monumentali (tra le repliche: Magna Graecia Teatro Festival 2011, Settimana della Cultura Parco Archeologico Monasterace, Rassegna Teatrum Loci Palazzo Amaduri Gioiosa Jonica, Rassegna Capo Arte Torre Marrana Ricadi, Parco Archeologico di Scolacium Roccelletta di Borgia ecc.). Le precedenti edizioni dello spettacolo hanno visto la partecipazione nel ruolo di Crisotemide delle attrici Angela Sajeva e Chiaraluce Fiorito.


 
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